Colors on the Road

scoprire ogni giorno mille colori nella vita…

Tra cinque minuti in scena

Ci sto pensando da domenica sera, a Gianna, ad Anna, a Marina, al teatro e alle parole finali di Gianna “sarà banale…ma é la vita”. Quindi ne scrivo di questo film, perché vorrei che l’allegria malinconica che mi ha ispirato mi rimanesse attaccata ancora per un po’, vorrei metterla al sicuro per andarla a cercare nei momenti in cui “sarà banale…ma é la vita” non mi riesce di dirlo così bene.

Gianna é un’attrice di teatro e Anna, 90 anni, é sua mamma ma da 15 anni é come se fosse sua figlia, non é autonoma e nella vita di Gianna occupa spazi sempre più ampi e incontenibili. Il film racconta una parte del suo correre, da un lato un cordone ombelicale che la tiene legata 24 ore al giorno, dall’altro il teatro con uno spettacolo da mettere in piedi nonostante le difficoltà economiche: é un po’ film e un po’ documentario, é un’intreccio equilibrato tra la vita reale e la vita di scena, é uno sguardo sulla vita, che non sempre é perfetta e non sempre risponde ai nostri desideri ma ci chiede di adattarci ai suoi. E’ un racconto delicato, mai troppo invadente, che strappa sorrisi malinconici e parla di coraggio, di amore e di pazienza ma anche di insofferenza, di paura e stanchezza. Gianna interpreta sé stessa sullo schermo, e chissà cosa ha provato a rivedersi al di fuori da sé stessa, chissà se anche lei ha ricevuto dalla sé stessa del film quell’invito alla forza, alla leggerezza e al sorriso che ho percepito io guardandola. E non era scontato di uscirne con il sorriso sulle labbra, perché l’argomento é tosto, l’accompagnamento alla fine della vita prima o poi ci tocca tutti, se poi questo percorso dura molti anni e risucchia la nostra vita in un vortice incontrollabile sono tutti i nostri punti fermi a sgretolarsi e le nostre energie a rivelarsi precarie: é lì che tutto rischia di crollare ed é lì che forse solo degli sprazzi di umanità e di ironia ci possono salvare. Ho trovato commovente il ricordo di Gianna per quella donna che Anna é stata e che ora é aggrappata dentro di lei, quel ricordo che emerge anche dalle foto del passato, a ricordarci che ogni vecchiaia si porta sulle spalle una storia. E per finire una fotografia eccezionale fa da cornice al racconto: bellissime atmosfere in strada e all’interno dei teatro che si fondono con quell’aura di delicata resistenza alla vita.

Insomma ve lo consiglio.

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Questa voce è stata pubblicata il 24 luglio 2013 da in cinema, donne che ammiro con tag , , , , .

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