Colors on the Road

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8 marzo. Per loro.

Zhila Bani-Yaghoob, reporter freelance e redattore capo del sito Kanoon Zanan Irani (focus sulla donne dell’Iran) é in carcere con l’accusa di “propaganda contro il sistema”. Al termine della pena seguiranno 30 anni di interdizione dalla professione giornalistica. In passato era già stata arrestata e condannata per la sua attività a favore dei diritti delle donne.

Nasrin Sotoudeh, avvocato e attivista per i diritti umani, sta scontando una condanna a 6 anni per “atti contro la sicurezza nazionale” e “propaganda contro il sistema”. Collaboratrice del premio nobel per la pace Shirin Ebadi, le è stato anche imputato di far parte del “Centro per i difensori dei diritti umani”. Tra ottobre e dicembre 2012 ha protestato con uno sciopero della fame contro l’interdizione di uscire dai confini iraniani rivolta alla figlia tredicenne per il fatto di avere una madre attivista.

Bahareh Hedayat, attivista della scuola di economia dell’Università di Teheran ed esponente della One Million Signatures Campaign, ha trascorso la maggior parte degli ultimi sei anni in carcere. Sta scontando una condanna a nove anni e mezzo di carcere per “propaganda contro il sistema”, “interviste concesse a testate straniere”, “offesa alla Guida suprema”, “offesa al presidente”, “disturbo dell’ordine pubblico attraverso la partecipazione a raduni illegali” e “distruzione dell’ingresso e accesso illegale nell’università Amir Kabir”.

Fereshteh Shirazi, blogger e attivista della One Million Signatures Campaign sta scontando una condanna a tre anni di carcere in relazione alla sua attività per i diritti delle donne.

Hengameh Shahidi, di 35 anni, è una giornalista e un’attivista politica che attualmente sta scontando una condanna a sei anni di prigione nel carcere di Evin, a Teheran. È considerata una prigioniera di coscienza.  In passato era già stata in carcere ed aveva dichiarato di aver subito tortura e maltrattamenti durante il periodo di detenzione e inoltre di aver ricevuto minacce di essere condannata a morte.
Sono solo alcune delle donne che nel mondo oggi combattono per i diritti delle donne, sono donne coraggiose che rischiano tutto e non si arrendono alla negazione dei diritti fondamentali, sono donne che combattono oggi battaglie che nel resto del mondo sono state vinte alcuni decenni fa da altre donne coraggiose e generose. Questa festa ha un senso se ci permette di ricordarle, di essere solidali, di essere orgogliose di loro. Buon 8 marzo.

Fonti: Amnesty International, iranhumanrights.org, campaign for equality, Iran Human Rights Italia

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Questa voce è stata pubblicata il 8 marzo 2013 da in donne che ammiro con tag , , , , .

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