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Edward Weston: una retrospettiva

Edward Weston

 

Sono in ritardo. Molto in  ritardo. Avrei dovuto segnalarvi questa mostra molti giorni fa visto che l’ultimo giorno utile per visitarla era oggi. Troppo tardi per consigliarne la visita, vorrà dire che ve ne parlo e basta.

Io l’ho visitata alcuni giorni fa celebrando quello che ormai è diventato un rito: io e il mio papà in fuga per una giornata all’anno, un fotografo con cui entrare in intimità, un pranzo strepitoso e un viaggio in macchina per scambiarsi impressioni su quanto visto.

“Voglio l’autentica bellezza che solo un obiettivo può vedere tanto precisamente, presentata senza l’interferenza di effetti artistici”

Questo pensava e promuoveva Weston, questo ha inseguito nella sua instancabile attività fotografica e questo si percepisce nelle sue immagini, nella perfezione di lineee e chiaroscuri, nell’essenzialità dei soggetti, nell’osservazione dei dettagli. Che si tratti di nudi, di soggetti vegetali o di paesaggi, la capacità di astrazione è tratto distintivo del suo stile raffinato e purista.

“La vera prova non soltanto di perizia tecnica ma anche di una concezione intelligente la si ha non nell’uso di un negativo qualunque su cui lavorare ma nell’abilità di cedere l’immagine stampata sul vetro smerigliato con tutte le qualità e i valori desiderati ancor prima della posa.”

La tensione verso la perfezione dell’immagine si concretizza anche nella scelta di stampa a contatto, privilegiando la qualità del risultato alle dimensioni della stampa finale: una scelta efficace da un punto di vista qualitativo, forse un po’ meno emotivamente parlando, e qui sono consapevole di attirarmi critiche ed obiezioni, ma la mia personalissima reazione è stata di scarso coinvolgimento emotivo nonostante l’infinita ammirazione. Ho visto le migliori foto di peperone che siano state scattate, ma mi sono emozionata solo in pochi casi, tra i quali le foto di nudo sulle dune.

Le scelte di Weston per essere comprese vanno inquadrate come reazione alla fotografia pittorica californiana di quel periodo, caratterizzata da uno stile sdolcinato e sentimentale, più vicino alla pittura che alla fotografia. E’ in questo contesto che Weston e Adams (in mostra l’anno scorso nella stessa sede a Modena) fondano il movimento f/64, la cui estetica si basa sulla perfezione tecnica e stilistica e grazie al quale la fotografia viene scoperta ed apprezzata in quanto arte indipendente e insostituibile illustratrice della realtà.

“L’artista non è che l’interprete dell’inesprimibile, il collegamento tra la realtà visibile e il mondo sconosciuto, ciò che va oltre.”

Personalissime reazioni a parte, una mostra molto interessante e ben strutturata. Memorabile quasi quanto il nocino bevuto a pranzo.

12 commenti su “Edward Weston: una retrospettiva

  1. sandroesposito
    9 dicembre 2012

    Un grande fotografo, il “ritratto di un peperone” è fantastico.🙂

  2. esercizidipensiero
    9 dicembre 2012

    ecco sì, un po’ ingegnere questo Weston da come ne parli… a presto cara. (stasera ultima sera sagra di crea, noi non ci siamo, fate un salto voi se riuscite).

    • colorsontheroad
      10 dicembre 2012

      mannaggia, persa anche la sagra di Crea! Un mostro di bravura…ma sì, un po’ fissato!

  3. Patrizia M.
    9 dicembre 2012

    Grandi le sue foto, anche a me piace molto quella del peperone🙂
    Buona serata
    Pat

    • colorsontheroad
      10 dicembre 2012

      il miglior peperone della storia…e ovviamente sono tornata a casa pensando alla prossima verdura da fotografare… Baci

  4. pegappp
    9 dicembre 2012

    Non me la sono persa.
    Tempo e chilometri ben spesi per vedere i lavori del grande Maestro.
    Interessante anche l’ambientazione.

    • colorsontheroad
      10 dicembre 2012

      Avevo visto a Modena anche Adams l’annoscorso, sempre all’ex ospedale Sant’Agostino ed ero rimasta affascinata, un bellissimo recupero del vecchio. E la Fondazione Fotografia organizza eventi decisamente molto interessanti. Ma tu questa fissa di stampare piccolo per non intaccare la qualità della foto non la trovi un po’ esagerata?

      • pegappp
        11 dicembre 2012

        La continua ricerca di qualità e l’assoluto rifiuto della manipolazione dell’immagine sono elementi cruciali per Weston. Credo lo caratterizzino in modo assoluto.
        Per questo le piccole stampe a contatto, fatte senza l’uso di ingranditore, assumono un valore particolare e sono da gustare come piccoli gioielli. Nel caso di Weston credo si possa dire che “piccolo è bello”.

      • colorsontheroad
        11 dicembre 2012

        Le sue piccole stampe sono sicuramente perfette, bellissime e molto equilibrate, e le sue scelte sono ben comprensibili se inquadrate nel contesto in cui si muoveva, però ora e oggi non riesco a non chiedermi come sarebbero alcune delle sue stampe ingrandite…credo molto potenti. Comunque ogni sua immagine è una lezione di bianco e nero😉

  5. Allegria di nubifragi
    10 dicembre 2012

    Bellissima la mostra di Modena

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Questa voce è stata pubblicata il 9 dicembre 2012 da in fotografia, mostre con tag , , .

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