Colors on the Road

scoprire ogni giorno mille colori nella vita…

Fotografarsi

“Smontare per rimontare altrove, vicino o lontano non é importante, cambia solo la frequenza con cui puoi scappare per infilarti sotto la copertina che sa di casa, ma é un’illusione che dura il tempo di una pacca sulla spalla. E’ l’equilibrio che va ricostruito, tutto quel lavoro che hai fatto su di te imparando a respirare, salutando il sole, leggendo e osservando il mondo resta impigliato in quello scatolone con i lampadari che chissà quando ti deciderai a montarli. Equilibrio che é fatto di pezzetti che si incastrano e invece nella nuova vita non combaciano più, e se oggi ti impegni sul lavoro, che anche quello da quando l’hai cambiato é un vero casino, domani é l’equilibrio di chi il trasferimento non l’ha scelto ad andare in crisi e allora fai tuo anche quel vacillare e le energie non bastano più e non se ne va fuori, si deve concentrare il tutto e accontentarsi dell’accettabile, proprio tu che per accontentarti non sei fatta, che se non puoi volare vuol dire che hai le ali spezzate. Non sei forse tu quella che si tuffa nei cambiamenti senza salvagente, nessuna esitazione ed entusiasmo a tenerti a galla? E allora cosa succede? Cos’è quella faccia tesa? Che sia nella tua faccia la soluzione? E’ possibile che la chiave sia dentro alle espressioni del tuo viso?”

Questo scrivevo circa un mese fa in uno dei miei inseparabili quaderni. E sotto, a matita, dopo qualche giorno aggiungevo “Fotografarsi per capire, per scoprire, per ricordare, per vedere, per rinnovare”

In seguito a queste riflessioni venute in un momento di fatica mi si é aperto un mondo: avevo deciso di ritornare su questo progetto che ultimamente avevo abbandonato per insoddisfazione di fronte ai risultati e di affrontarlo in maniera nuova, con occhio meno tecnico e maggiormente rivolto alla scoperta del rivedersi, e più o meno nello stesso momento mi sono imbattuta in rete nella fotografia terapeutica e ne sono rimasta folgorata, passando attraverso la curiosità, l’interesse, l’ammirazione, l’innamoramento.

“Con il termine fotografia terapeutica si intendono tutti quegli interventi, più spesso messi in atto da persone che non sono terapeuti, miranti ad utilizzare la fotografia a scopi esplorativi, di auto-indagine o di auto-consapevolezza. Viene usata come strumento facilitatore all’interno di contesti non clinici allo scopo di aiutare le persone a diventare maggiormente consapevoli di alcuni aspetti della propria personalità e dei propri modi di essere” (cit. Fabio Piccini)

Sono stata molto in dubbio se pubblicare in questo post qualche foto della mia personalissima self portrait experience, soprattutto per timidezza immagino, poi ho capito che non mi importa molto di quello che gli altri ci vedono (guardandole con C. ci siamo pure fatti qualche risata…) perchè loro erano rivolte a me e ormai io le ho già guardate, in qualche modo le ho interrogate ed elaborate, quello che dovevano fare l’hanno già fatto e mostrarle all’esterno non può cambiarlo. Una enorme ispirazione auto fotografica mi è venuta dal lavoro di Cristina Nunez, fotografa spagnola che, dopo aver sperimentato su se stessa le potenzialità dell’autoritratto fotografandosi per molti anni, ha elaborato un metodo in cui attraverso il fotografarsi viene messo in atto un meccanismo introspettivo di cui si diventa autore, soggetto e spettatore allo stesso tempo. Per la descrizione del processo di costruzione ed elaborazione dell’autoritratto terapeutico vi lascio al sito del progetto Self Portrait Experience.

Vi segnalo inoltre che Cristina Nunez sarà presente al Perugia SocialPhotoFest con un workshop esperienziale sull’autoritratto.

E visto che ci siamo vi consiglio un giretto al festival perugino, festival fotografico rivolto alla scoperta della relazione fra fotografia e osservazione/analisi/cambiamento sociale, uno sguardo al ruolo sociale del fotografare attraverso numerose mostre e workshop.

Perchè con la fotografia si parla…agli altri ma anche a sé stessi.

18 commenti su “Fotografarsi

  1. Riyueren
    7 novembre 2012

    Tutto quello che hai scritto, il progetto,gli autoritratti…tutto, mi ha emozionato tutto…non trovo le parole per spiegare come mi sono sentita leggendoti e guardandoti…grazie infinite, davvero.Grazie di essere come sei.

    • colorsontheroad
      7 novembre 2012

      Grazie a te. Ho la sensazione di conoscerti un po’, e credo che tu abbia ben capito quello che volevo dire. Sarebbe bello poterne parlare davanti ad una tazza di té fumante😉 Un abbraccio

      • Riyueren
        7 novembre 2012

        E perché no? ti confesso che anche a me sembra di avere capito che tu hai capito quello che voglio dire quando faccio foto o scrivo🙂 se sopravvivo alle ultime disavventure, viaggio a Capo Verde prossimo compreso, ti prometto che parleremo davanti ad una tazza di té fumante. (Di fotografia e di tante cose che credo abbiamo in comune).
        Contraccambio l’abbraccio, aggiungo un sorriso.🙂

  2. labambinacolpalloncino
    7 novembre 2012

    “Noi non siamo altro che la storia che raccontiamo di noi stessi”
    Anche io ho in cantiere da più di un mese un post nato dagli autoritratti, per parlare della “percezione di sé” ma si è un po’ arenato, forse non era il momento giusto😉

    • colorsontheroad
      8 novembre 2012

      Ho capito che fotografarsi non è un progetto fotografico come gli altri, perchè bisogna anche imparare a guardarsi, è questa la parte più dura, molto di più che scegliere le giuste condizioni tecniche: basta un attimo per mollare, guarda me, vado e vengo da ‘sti autoritratti come cambia il vento, perciò ho smesso di chiamarlo progetto… Un abbraccio

      • labambinacolpalloncino
        8 novembre 2012

        L’idea del mio post è nato dal fatto che nei momenti “di svolta” mi sono immortalata e quindi mi sono chiesta il perché di questa cosa e come questo “tema” era stato affrontato da altri e perché. Quindi il mio punto di partenza è diverso dal tuo ma non è diverso il punto di arrivo. Ho già raccolto molto materiale fotografico e non, devo avere solo la serenità e la voglia di metterlo insieme… in questo periodo ho scarsa concentrazione🙂
        Però quello che hai scritto e le tue “emozioni” sono uno stimolo in più… come un altro tassello dello stesso puzzle e non è “una coincidenza”😉
        un bacione

  3. esercizidipensiero
    7 novembre 2012

    Che meraviglia, e tu sei bellissima. Cavolo, io che non so guardarmi in foto devo farmi qualche domanda, lo so. Bisogna che ne parliamo, io propongo una fotografia condivisa, un potrait condiviso.

    • colorsontheroad
      8 novembre 2012

      Carissima ho tante idee in testa, io ti propongo di provarci sul serio a lavorare su ‘sti autoritrattiaccolgo la tua proposta al volo, ti scrivo via mail…

  4. bcartdevivre
    8 novembre 2012

    Grazie, Uno scritto e un messaggio che mi ci volevano proprio stamattina!! Sei molto bella!🙂 Ciaoooo c.

    • colorsontheroad
      9 novembre 2012

      Che bello, fa sempre piacere sapere di aver contribuito a far partire bene una giornata! Grazie🙂 Bacio

  5. unsorsoallavolta
    8 novembre 2012

    l’autoritratto è un tipo di fotografia che non ha mai nemmeno sfiorato l’anticamera del mio cervello. non solo perché ho ben altre (magari più semplici) tecniche ancora da assimilare, ma anche perché a volte avere la macchina fotografica davanti agli occhi (e non puntata contro) mi fa proprio comodo.
    invece tu mi stai aprendo un mondo…! non so se magari un giorno o l’altro potrò mai cimentarmici, ma intanto da ora in poi comincerò a leggere gli autoritratti sotto un’altra luce.

    • colorsontheroad
      9 novembre 2012

      Ad essere incredibilmente difficile è imparare a guardarsi…ma quante cose si possono imparare solo provandoci. E’ quello che cerco di fare, ogni tanto lascio, poi ritorno a fotografarmi. In ogni caso sento che è un buon cammino per me. Un abbraccio

  6. robert quiet photographer
    9 novembre 2012

    Conosco il lavoro di Cristina Nunez da quando teneva i workshop a Milano, ed è sempre stato un mio desiderio frequentarli, anche se so che sono “abbastanza impegnativi” ma forse proprio questa sarebbe la sfida. A pensarci il mio progetto storia di un migrante (a proposito, dovrei trovargli un nome più interessante) è nato nel periodo in cui dopo aver visitato i siti della Nunez ho iniziato ad interessarmi all’autoritratto. Quante cose sono collegate una all’altra! Purtroppo Perugia è lontana per un viaggio improvvisato, sarà per un’altra volta!
    robert
    PS: continua con il tuo progetto, l’autoritratto serve a conoscersi, a scaricare le tensioni e perchè no anche a divertirsi un poco🙂

  7. beweightless
    10 novembre 2012

    Le rivelazioni che un autoritratto porta alla luce possono essere sorprendenti, sia nel bene che nel male. Io, in questo senso, sono bloccata. Sia nei confronti di me stessa, sia nei confronti delle persone. Infatti, se ci fai caso, in questo momento, nelle mie fotografie, manca l’elemento umano. Non ci sono io. E non ci sono “gli altri”. Nel mio caso penso che questo sia dovuto ad una situazione particolare che ho vissuto lo scorso anno e che mi ha lasciato qualche segno di troppo… Quando certi traumi ci privano della nostra identità, quando non sappiamo più chi siamo o cosa siamo diventati, quando ci chiediamo che valore hanno certe persone nella nostra vita, allora anche la nostra fotografia, il nostro modo di vedere ed inquadrare il mondo, evita certi confronti, certi sguardi. In primis, quello che rivolgiamo a noi stessi. O almeno, così è per me. Ma ci sto lavorando su. E spero di “superarmi” ed accettarmi ancora.

    PS scusa la lunghezza del mio commento, ma questo post spinge a riflettere. Specialmente se si crede molto nel potere curativo della fotografia. Un forte abbraccio

    • colorsontheroad
      18 novembre 2012

      Ti ringrazio tantissimo per questo commento! E credo, come te, che per alcune persone e/o in certi momenti della vita imparare a guardarsi sia un percorso che richiede impegno. E non a caso io sono stata “chiamata” a questo percorso in un momento interiormente particolare. Avevo notato che nelle tue foto manca la presenza umana, ma l’avevo un po’ superficialmente collegato ad una ricerca di altro tipo, ti auguro davvero trovare il momento giusto, e anche un po’ il coraggio, per fotografarti e riscoprirti. Io sono sempre disponibile per discuterne più ampiamente, se vorrai (giorgiacolors@gmail.com). Un abbraccio
      P.S. scusa il ritardo, sto attraversando un periodo molto poco on line, mi ci vorrebbe qualche ora in più da aggiungere alle giornate😦

      • beweightless
        18 novembre 2012

        grazie a te! anch’io sono poco on-line ultimamente, ma accetto volentieri il tuo invito ad una discussione via mail! a breve riceverai posta🙂

  8. Paolo Zardi
    20 novembre 2012

    Ben tornata! (me ne sono accorto un po’ tardi, ora recupero!)

    • colorsontheroad
      20 novembre 2012

      Ciao Paolo, vado e vengo infilando qualche parentesi virtuale alle giornate reali😉

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Questa voce è stata pubblicata il 7 novembre 2012 da in fotografia, idee, umori, vita con tag , , , .

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