Colors on the Road

scoprire ogni giorno mille colori nella vita…

L’unico ad essere diverso eri tu (cit. Stefano Giogli)

L’autunno è arrivato, io ho vinto la mia stagionale battaglia per il passaggio da lenzuolo a piumino e i primi raffreddori hanno già varcato la soglia di casa nostra: tutto nella norma, tutto bene.

Una recente scoperta fotografica di cui vi voglio parlare oggi mi ha spedito indietro di qualche anno, o poco più, alla mia stanza da adolescente: voi ve la ricordate la vostra camera di allora? Io, essendo figlia unica, avevo una stanza tutta per me e già da allora erano evidenti i segni dell’incapacità a stare ferma: i mobili giravano per la stanza inseguendosi periodicamente e con loro poster e foto di cui le pareti erano tappezzate (sia chiaro che dei poster non parlerò nemmeno sotto tortura!), la poltrona su cui lasciavo accumulare i vestiti era la disperazione di mia madre mentre io reclamavo il diritto a perseverare nel disordine (battaglia persa ovviamente, almeno fino a quando non ho passato sei mesi in Australia e ho vissuto presso una famiglia che del disordine aveva fatto uno stile di vita: il mio caos era invisibile agli occhi di chi mi ha accolto mentre le foto della mia stanza australiana facevano venire la gastrite a mia madre). Bei tempi. O forse no. Bei ricordi, quello sì. Però anche brutti.

Stefano Giogli, fotografo umbro, ha realizzato un lavoro molto interessante sugli adolescenti: li ha fotografati nelle loro stanze e attraverso scorci del loro mondo più privato ne ha raccontato interessi, orgoglio, fierezza, passioni, emozioni. Lo sguardo del fotografo è presente ma non invadente in queste istantanee che parlano di crescita, di ricerca, di uomini e donne del futuro.

Immagini che raccontano molto più di mille trattati e di mille statistiche. Un bel lavoro.

Questo il sito di Stefano Giogli. Vi consiglio di dare un’occhiata anche al suo lavoro Ad occhi chiusi, ne vale la pena.

Una felice settimana a tutti voi…e che il moccolo vi risparmi!

21 commenti su “L’unico ad essere diverso eri tu (cit. Stefano Giogli)

  1. sandroesposito
    24 settembre 2012

    Se mi sveli la tua età ti dico che poster avevi🙂

    • colorsontheroad
      24 settembre 2012

      Ci sto, ne ho 37…

      • sandroesposito
        24 settembre 2012

        A naso vedo appesi Michael Jackson, Britney Spears, Robbie Williams e forse Madonna e Vasco rossi (ma questi ultimi giusto per riempire gli spazi vuoti).

      • colorsontheroad
        24 settembre 2012

        eh no, robbie williams e britney spears proprio no, ero già troppo grande quando sono arrivati. Madonna più o meno stabile negli anni, Vasco Rossi, Michael Jackson, Eros Ramazzotti, Duran Duran si sono succeduti…però ho avuto anche momenti migliori quando ha iniziato ad affacciarsi la fase reggae ….Ecco, avevo detto che non l’avrei rivelato nemmeno sotto tortura: tanto per dire che sono una persona riservata e che se dice una cosa…

  2. Patrizia M.
    24 settembre 2012

    La ricordo molto bene, condivisa con mia sorella era un caos assoluto di poster di ogni tipo, adesivi sui mobili (per la disperazione di mia madre), oggetti di ogni tipo e tanti tanti libri. Ho iniziato prestissimo a leggere e ad accumularne ovunque🙂

    Mia sorella molto disordinata, io meno, ci tenevo ad avere le mie cose tutte sotto controllo (ora invece sono il disordine in persona ahahah), quindi immaginati le lotte tra tutte e due perché una voleva fare in una maniera e l’altra ovviamente in maniera contraria. Alla fine siamo arrivate ad un compromesso, praticamente la stanza era divisa a metà ed ognuno gestiva la sua come meglio voleva… Un po’ meno contenta mia madre ahahah
    Ciaooo

    • colorsontheroad
      24 settembre 2012

      per le madri è una dura vita😉 Grazie di avermi parlato della tua camera!

  3. unsorsoallavolta
    24 settembre 2012

    …l’ultima foto qui sopra mi ricorda molto la camera mia e quella di mia sorella, anche se solo per qualche mese… la casa aveva bisogno di una bella imbiancata e avevamo ottenuto il permesso di fare quel che volevamo dei muri, quindi in entrambe le camere campeggiavano scritte di vario genere. io ricordo che avevo una poesia di Montale (Forse un mattino andando in un’aria di vetro), le altre scritte non me le ricordo proprio… e poi poster dei calciatori (ho avuto un passato da “calciatrice” e tifosa sfegatata, ora lo aberro, il calcio). anch’io disordine ovunque: la poltrona con i vestiti è un must, e poi libri, fogli, foglietti, volantini e cartacce dappertutto. era la stanza a maggior rischio di incendio di tutta la casa😉 che ricordi! anche per me belli, ma anche no. non so, onestamente, se ritornerei all’adolescenza… magari meglio dopo i 20, eh?
    in quanto a disordine invece sono un po’ migliorata, ma mio marito non sembra pensarla così e ogni tanto si dispera più di mia mamma all’epoca😀

    • colorsontheroad
      24 settembre 2012

      Sì dai, facciamo dopo i 20, che prima era tutto troppo estremo, tutto bianco o tutto nero, nessuna sfumatura…una fatica! Anch’io penso di essere un po’ migliorata, ma non sarò mai una persona veramente ordinata😉

  4. esercizidipensiero
    24 settembre 2012

    io sono una terapeuta di adolescenti, e ti ringrazio per questa preziosa segnalazione. preziosa, viva e vera. grazie cara.

    • colorsontheroad
      24 settembre 2012

      per tornare ai tuoi progetti innovatori…con gli adolescenti potresti pensare a delle sedute di fronte ad un punchball😉 Bisous

  5. labambinacolpalloncino
    24 settembre 2012

    io dico il mio poster così si capisce l’età😛 …. Antonio Cabrini😀

    • colorsontheroad
      24 settembre 2012

      🙂 il calcio non mi è mai piaciuto e i calciatori non riuscivo mai a distinguerli…

  6. bcartdevivre
    24 settembre 2012

    nemmeno io voglio parlare dei miei poster … ma devo ammettere che la prima cosa che mi è venuta in mente alla tua domanda “vi ricordate la vostra stanza ..” sono stati proprio loro, probabilmente tutti i miei traumi arrivano da lì!!!😉 scherzo ovviamente ma meglio no ricordare troppo!!😀 una felice settimana a te! C.

  7. Paolo Zardi
    26 settembre 2012

    Cameretta condivisa con mio fratello: mai sentita realmente mia, se non, forse, alle medie, quando facevo i compiti su una scrivania con vista sui tetti rossi di Padova.
    Poi, a 19 anni, una camera tutta per me, ma ero già troppo grande per esserne realmente soddisfatto: a quell’età, avrei già voluto vivere in una casa mia.
    Comunque, a 12 anni avevo il poster dell’Italia campione del mondo, poi, forse, la foto di… credo fosse una cantante, ma lo facevo giusto per “partecipare”, Ricordo bene, invece, la camera di un’amica, di una compagna di classe, Sabrina, in seconda o terza media. Aveva un poster di F. R. David, che allora cantava “Words, don’t come easy…”. Aveva un paio di occhiali da sole Rayban, era bello, e grande, e vedendolo capii che non avrei mai avuto alcuna possibilità di far innamorare Sabrina di me. Piccole, cocenti delusioni.
    E ricordo anche la camera di mio fratello più grande. Teneva le copertine dei suoi dischi preferiti attaccate all’armadio. E lui, ascoltava gli Einstürzende Neubauten – per capirci, una delle copertine era questa: http://www.japagirl.com.br/blog/wp-content/uploads/2012/05/Einstuerzende-Neubauten-Haus-Der-Luege-Remastered.jpg

  8. laura
    29 settembre 2012

    La mia stanza era tappezzata di manifesti dei Beatles insieme e di ciascuno di loro da solo. Non c’era più uno spazio libero.
    Ma la stanza di mia figlia quando era adolescente! Non potete immaginare. Non rimetteva i vestiti a posto, ma li depositava ovunque, pavimento compreso. Ero sicura che sotto sotto, nascosta dagli innumerevoli strati, avremmo potuto trovare una maglietta di quando aveva 10 anni. Una volta entrati serviva il machete per farsi largo. Mi sentivo così impotente che l’unica mossa che feci fu fotografare la stanza in tutto il suo splendore e informare mia figlia che avrei mostrato la foto ai suoi venturi figli adolescenti coi quali avrebbe combattuto una volta diventata ordinata. Ora che vive sola la sua stanza è perfetta.

  9. ruadellestelle
    6 ottobre 2012

    Bella l’idea e splendido il lavoro del fotografo!
    la mia camera era tappezzata di …. non mi ricordo cosa avevo messo nel periodo adolescenziale, dopo però avevo foto di attori e poster cinematografici (cose come la faccia di Clint Eastwood, i blues brothers, il poster del grande lebowski…).
    Ci sono ancora un paio di stampe di quadri.
    adesso che ci penso, nemmeno un cantante…. sarà grave?

    • colorsontheroad
      7 ottobre 2012

      mi sembra più grave la faccia di Clint Eastwood😉 (per un periodo i Blues Brothers sono stati anche da me:-))

  10. mupablog
    6 ottobre 2012

    però mi sanno molto di messa in posa, poco spontanee…..
    Marion

    • colorsontheroad
      7 ottobre 2012

      In alcuni casi credo che tu abbia ragione, però in questo caso non lo vedo necessariamente come un limite: sono foto studiate con un’idea precisa in mente e in generale trovo che la scelta di posizioni e prospettive sia molto efficace nel trasmettere il messaggio! Ciao🙂

  11. Brave-Father
    4 novembre 2012

    Su questo tema, se interessa, nel 1996 Einaudi Tascabili_Stile Libero pubblica un bellissimo lavoro di Carlo Antonelli, Marco Delogu e Fabio De Luca, “Fuori tutti – una generazione in camera sua”:
    «Che cos’è la camera di un adolescente: bunker, astronave, territorio liberato o prigione? Per scoprirlo non c’era che un modo: andare a vedere. Nasce così una forma inedita di libro-sopralluogo, inventato da due reporter-scrittori e un fotografo insieme agli intervistati. E alle loro camerette. Che diventano il set di un documentario narrativo intenso e veloce, con gli “autori” come registi e i ragazzi come protagonisti.» [cit. quarta di copertina]

    • colorsontheroad
      4 novembre 2012

      Grazie per la segnalazione, sembra molto interessante! Certo che non potevi scegliere nome più azzeccato (non ti ci affezionare troppo però a questo nome, potresti convincertene sul serio)😉

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Questa voce è stata pubblicata il 24 settembre 2012 da in condividere, fotografia con tag , .

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