Colors on the Road

scoprire ogni giorno mille colori nella vita…

Per fare il pane ci vuole la farina, per fare la farina ci vuole il mulino

In questo momento una splendida luce primaverile sta invadendo il salotto ispirando grande ottimismo e allegria….se poi mettiamo in conto che la mia macchina fotografica è sopravvissuta quasi indenne al mio volo acrobatico sulle scale, allora mi sento totalmente traboccare di allegria! (Ah comunque io non mi sono fatta niente…grazie per l’interesse).

Le foto qui sopra danno un’atmosfera piuttosto autunnale a questo post, e in effetti sono state scattate in una bellissima domenica di otttobre a cui vorrei ritornare con il pensiero per raccontarvi della scoperta di una farina davvero speciale e “buona”. la mia storia d’amore con questa farina è nata in una di quelle giornate speciali che nascono un po’ per caso, senza organizzazione o complicata logistica. I nostri specialissimi amici AL ci chiamano chiedendoci di accompagnarli a passare la domenica con loro sulle colline bolognesi, sarà l’occasione per incontrare i loro amici P. e L. e per fare rifornimento di farina. Noi accettiamo con entusiasmo attirati dall’idea di una giornata all’aria aperta e, più io che il resto della famiglia, incuriositi dalla decantata farina biologica. E invece quello che ci aspettavamo era solo una minima parte di quello che abbiamo trovato: abbiamo conosciuto due persone davvero speciali nella semplicità, nell’accoglienza e nella genuinità, abbiamo trascorso una giornata dal sapore di castagne sul fuoco, di tiepido sole autunnale e di dolci colline colorate, abbiamo raccolto castagne  (per la precisione marroni di Castel del Rio) tutti insieme, grandi e piccoli, con molte chiacchiere e altrettanto impegno, qualcuno ha fatto un giro in trattore ed insieme abbiamo condiviso un pasto semplice intorno ad una tavolata che in ogni dettaglio profumava di gioia dell’accogliere e del condividere. Ho ascoltato i racconti di P. sugli inizi della loro avventura di agricoltori, mi si sono stampate sugli occhi le immagini di loro che, con due figli piccoli ed un altro in arrivo, vivono in quella casa ancora tutta da sistemare, e si buttano in attività mai fatte prima carichi della motivazione verso uno stile di vita che li soddisfi e in cui l’essenzialità sia al centro di tutto. P. mi racconta che la casa l’hanno sistemata piano piano un pezzetto alla volta, e questo è lo spunto di riflessione che ho piantato nella mia testa come un piccolo seme, ripromettendomi di curarlo ed innaffiarlo affinchè sia un dono prezioso in un terreno che troppo spesso vorrebbe tutto perfetto.

E la farina? Ecco, ci arriviamo alla farina: da quei primi passi molte cose sono cambiate ed oggi P. e L. coltivano cereali biologici, con particolare attenzione per il recupero di specie antiche, gestiscono un mulino che lavora per i piccoli produttori locali, producono pane fatto in casa con pasta madre e lo vendono nei mercatini locali. E tutto questo è solo una parte di quello che hanno costruito in questi anni come famiglia: oggi infatti vivono in una comunità di famiglie con la quale sperimentano la condivisione e l’accoglienza di minori in affido (questo il sito dell’associazione). Insieme ad altri coltivatori della zona hanno inoltre dato vita al movimento Genuino Clandestino che si descrive con queste parole “Siamo contadini e artigiani. Utilizziamo risorse abbondanti come il tempo ed il lavoro umano e risparmiamo quelle preziose come l’acqua e la Terra. Cerchiamo di vendere i nostri prodotti nel territorio che ci circonda, aggiungendogli così il valore del prodotto locale”. Qui altre informazioni.

E posso aggiungere con estrema convinzione che la loro farina è davvero la più buona che io abbia mai provato!

 

4 commenti su “Per fare il pane ci vuole la farina, per fare la farina ci vuole il mulino

  1. Filippo
    4 marzo 2012

    Ciao gio
    la mia mail è
    falappala@yahoo.com
    Baci!
    Fil

  2. Mauro Poggi
    5 marzo 2012

    Grazie per il post e le foto🙂

    PS al mio schermo appaiono un tantino sovraesposte, una leggere sottoesposizione darebbe colori un po’ più saturi.

  3. ilPizzo
    13 marzo 2012

    Belle le foto…

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Questa voce è stata pubblicata il 3 marzo 2012 da in famiglia, idee, sostenibilità, vita con tag , , , , .

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