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Ansel Adams e la sua natura

08 dicembre 2011 - P'tit

“La wilderness almeno per me è qualcosa di mistico: un’esperienza intensa, intangibile e non materialistica. Il diritto all’esperienza è fondamentale come il diritto al lavoro e alla sicurezza. L’idea che ci siano altri (e altrettanto importanti) valori oltre a quelli di natura prettamente materiale ed economica è qualcosa che dobbiamo alimentare e sostenere il più possibile.”

Ansel Adams

 

 

 

Ho poco da aggiungere alle parole di Ansel Adams se non che la mostra organizzata a Modena dalla Fondazione Fotografia non ha tradito le mie aspettative e merita sicuramente una visita. Esposte nelle sale dell’ex ospedale Sant’Agostino circa 70 stampe originali accompagnate da interessanti digressioni sul contesto in cui sono state scattate e su quanto raccontato dallo stesso Adams a proposito di alcune di esse. I paesaggi di Ansel Adams sono di una perfezione disarmante: perfetta la composizione, perfette esposizione e tecnica, perfetta la scelta dei soggetti, magico e spettacolare l’effetto finale. Mi ha sempre affascinato la figura di questo fotografo della natura, rigorosissimo ed innovativo dal punto di vista tecnico e scientifico, poetico nelle scelte stilistiche, ostinato e quasi maniacale nel fotografare e rifotografare per tutta la vita le stesse montagne e gli stessi fiumi (ad esempio ha immortalato il suo amato Half Dome in ogni possibile condizione climatica, stagione, ora del giorno o della notte). Infine la confessione: ho affrontato varie volte nella mia vita il suo Sistema Zonale ma i risultati sono stati alquanto scarsi, nonostante la mia motivazione mi sono arresa all’evidenza….niente visualizzazione a zone per le mie foto…ma in fondo il mio esposimetro fa più che dignitosamente il suo mestiere…

Tutte le informazioni sulla mostra qui.

4 commenti su “Ansel Adams e la sua natura

  1. Sergio Palazzi
    10 dicembre 2011

    La prima volta che avevo visto le sue stampe, in una mostra a Venezia, ero ancora un giovane di belle speranze. Ma vederle toglie non solo il fiato ma anche la speranza: e chi riesce a fare cose simili? Inclusi dettagli come stabilire che fra quelle certe rocce un raggio di luce farà una certa ombra il giorno tale, e prepararsi a riattraversare l’America per non perdere l’appuntamento…
    Non sono mai nemmeno lontanamente riuscito a stampare in argento certe scale tonali, anche perchè partire da un negativo di un metro quadro ha i suoi vantaggi rispetto a un 35 o a un 6*6. Mi incuriosisce però il discorso della scansione HDR applicata alla pellicola, con stampa digitale a 3 (o più?) neri. Ho fatto delle prove che non ho mai avuto modo di portare al limite dei risultati, ma per esempio ero rimasto a bocca aperta davanti alla scala di grigi che avevo visto uscire da questo fotogramma http://bit.ly/u33lEB, lavorandoci con un Epson V700, Silverfast Ai e una Epson 3800. Certo, lui e quelli come lui facevano tutto per via chimica… è il solito discorso di cosa avrebbe fatto Mozart con una Stratocaster.

    • colorsontheroad
      10 dicembre 2011

      E’ impressionante quel paesaggio fotografato al calar del sole con pochissima luce nel quale lui raccontò di aver calcolato l’esposizione a mente perchè non aveva a portata di mano l’esposimetro: aveva una sola carta da giocare e l’ha imbroccata! Quanto alla stampa b/n temo di non essere un’interlocutore molto preparato visto che non entro in una camera oscura da troppi anni, al momento lavoro e famiglia non mi lasciano molto tempo perciò mi limito a “giocare” con il digitale! Grazie per i tuoi commenti sempre molto stimolanti!

    • robert che vola
      14 dicembre 2011

      Mozart con una Stratocaster ? Che bella idea, mi piace!
      robert

  2. robert che vola
    14 dicembre 2011

    Interessante sapere che oltre ad essere un fotografo Adams è stato un ecologista nei tempi in cui la parola ecologia era conosciuta a pochi. Si deve (anche) al suo impegno la nascita dei Parchi Americani. Credo sia un’altra dimostrazione che per fotografare “bene” qualcosa occorre che questa sia emozionalmente vicina al fotografo.
    robert
    ,

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Questa voce è stata pubblicata il 10 dicembre 2011 da in fotografia.

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