Colors on the Road

scoprire ogni giorno mille colori nella vita…

E se nel conto corrente ci mettessimo il nostro tempo?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Se mi riproponessi di tenere il conto di quante volte in una settimana dico (o penso) di non avere abbastanza tempo, di non riuscire a fare tutto quello che vorrei, di desiderare qualche ora in più al giorno, probabilmente il risultato darebbe l’idea di una persona a metà fra l’inconcludente e il disorganizzato. Eppure so di essere in buona compagnia nel pianeta del tempo che non basta mai: intorno a me vedo persone che corrono per i più svariati motivi, persone che si affannano, persone che incastrano acrobaticamente mille impegni irrinunciabili, perfino i bambini corrono perchè alla fine della catena che corre ci sono loro che bene o male si devono adattare. Una delle scoperte più sensazionali che ho fatto negli ultimi anni è che non è vero, il tempo ce l’ho eccome, e non è vero nemmeno che tutto quello che faccio nella mia giornata è essenziale: semplicemente agisco come se la mia famiglia vivesse sola nel deserto, (i nonni grazie al cielo sono nel deserto con noi, altrimenti saremmo già sepolti dalla sabbia), piuttosto che inserita in un contesto sociale potenzialmente ricco di risorse. Siamo talmente abituati all’arte di arrangiarsi che la consuetudine all’aiuto reciproco, la coresponsabilità nella sorte di chi ci sta accanto e il piacere della condivisione sono andati persi (o perlomeno è così nella realtà che io conosco, in questa pianura industrializzata e nebbiosa).

La scoperta esilarante è stata che molte altre persone condividono il mio stesso disagio e che esiste un antidoto all’individualismo corrosivo: l’antidoto sono le Banche del Tempo.

Il concetto di base è molto semplice: ognuno mette a disposizione quello che sa fare, quello che ha il tempo di fare, quello che comunque dovrebbe fare perciò lo può fare anche per qualcun altro e in cambio potrà ricorrere a competenze e prestazioni altrui quando ne ha bisogno; gli scambi vengono quantificati in unità di tempo, indipendentemente dal tipo di prestazione, ed un simil-sistema bancario tiene conto di crediti e debiti.

A farmi innamorare dell’idea in sè è stato il fatto che lo scambio di tempo prevede e porta con sè un flusso di competenze, un’interazione costruttiva fra generazioni, un invito all’incontro e una visione del territorio come comunità di persone che insieme possono fare la differenze nella vita dei singoli! Ho sperimentato con mano numerosi scambi nella banca del mio comune (creata da noi insieme ad un gruppo eccezionale di persone) e ogni occasione è stata preziosa in quanto incontro con persone molto diverse da me per età o per interessi ma accomunate dal sorriso del condividere e dall’entusiasmo per i piccoli gesti importanti. Ho mangiato torte deliziose preparate da mani amorevoli, ho avuto ottime baby sitter in situazioni di emergenza, sono stata salvata dall’allagamento di casa da un tempestivo intervento idraulico, ho perfino frequentato un corso di aerobica multigenerazionale….tutto grazie alla banca del tempo! E poi ho dato, certo, ma poichè la cosa rivoluzionaria è che ad ognuno viene chiesto di dare ciò che più gli piace fare o in cui è più bravo, ho donato il mio tempo per cose che provavo piacere a fare…insomma un vero affare!

C’è qualcosa di questa esperienza che mi ha molto stupito e mi ha fatto molto riflettere: mi era stato detto e ho verificato sul campo che chiedere aiuto ad altri è impresa assai ardua, molte persone si entusiasmano all’idea di donare il loro tempo ma faticano enormemente a chiedere per sè stessi…sembra che l’abitudine ad arrangiarci sia ben radicata dentro di noi!

Molte informazioni si possono trovare sul sito http://www.associazionenazionalebdt.it/, dove si trovano anche i riferimenti di molte banche del tempo presenti in Italia (in ogni caso credo che il canale migliore sia informarsi direttamente sul proprio territorio, visto che molte piccole banche non sono provviste di sito internet).

Ah…il mio prossimo appuntamento con la banca del tempo è per un massaggio rilassante…

Un commento su “E se nel conto corrente ci mettessimo il nostro tempo?

  1. Filippo
    29 novembre 2011

    Beata te Gio, che non hai abbastanza tempo per fare tutte le cose che vorresti.
    Se io nel conto corrente ci mettessi il tempo, sarei milionario!

Hai voglia di dirmi cosa ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 28 novembre 2011 da in idee, tempo, vita.

Colorsontheroad su facebook

Enter your email address to follow this blog and receive notifications of new posts by email.

Segui assieme ad altri 259 follower

Questione di diritto d’autore

Tutte le immagini e i testi contenuti in questo sito sono coperti da Copyright, pertanto non possono essere utilizzati, riprodotti, copiati, modificati, trasmessi, alterati senza il mio esplicito consenso. Per eventuali richieste siete invitati a contattarmi scrivendomi a giorgiacolors@gmail.com.

Archivi

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: