L’amore per il mondo della fotografia mi è stato infuso goccia dopo goccia da mio papà, uomo curioso del mondo e appassionato di numerosi universi. Le più belle foto di quando ero bambina sono quelle stampate da lui nello scantinato di casa trasformato con pazienza in camera oscura: in alcuni casi si tratta di molte versioni di stampa dello stesso negativo alla ricerca di quella che più si avvicinava all’immagine che aveva in testa. Lui mi ha sempre stimolata a provarci e a crederci fornendomi incoraggiamento e mezzi, fino a regalarmi in occasione della mia laurea una magnifica reflex analogica (che tra l’altro sta per essere gloriosamente riesumata: le ho infatti appena comprato un rullino tutto per lei), e soprattutto la comune passione ha magicamente contribuito a creare un filo sinergico di confronto fra genitore e figlia, in particolare in quelle fasi della vita il cui il dialogo con il proprio padre stride per definizione.
Io e la macchina fotografica siamo state per molti anni come collegate ad una molla, a tratti unite per poi allontanarci bruscamente e a riguardarmi indietro mi vedo tutta tesa nell’afferrarla ma incapace di farla mia, riesco a vedere tutta l’insicurezza che si opponeva fra me ed ogni scatto. Tutta questione di sintonizzazione interiore credo. Tuttavia mi rendo conto ora di come gli stimoli fotografici si siano sedimentati dentro di me e di quanto abbiano influito nella scelta di un mezzo per esprimere me stessa, nel momento in cui guadarmi dentro è diventato una necessità non più posticipabile.
Ed il momento è adesso, il momento per srotolare il gomitolo dei pensieri, delle intenzioni, dei progetti che aspettano pazienti da troppo tempo di venire intrecciati per diventare opera compiuta (se non proprio una grande coperta, almeno un caldo berretto). Da questo gomitolo da srotolare la decisione di intraprendere un progetto fotografico intimamente personale: sarà un 52 self-portraits project, un autoritratto alla settimana per un anno intero, con l’intenzione di guardarmi, decifrarmi, “srotolarmi” usando la stessa predisposizione d’animo di ricerca del dettaglio prezioso che mi accompagna nell’osservazione della realtà.
Come per ogni partenza, non si può dire dove mi porterà questo progetto, di sicurò però so che terrò impegnato il mio nuovo cavalletto
!
Sai, da molto non vedevo un vero gomitolo… e da ancor più tempo dal “vero”. Eppure ho ricordi di infanzia particolarmente legati al gomitolo. Mi circondavano, numerosi, colorati, soffici, capaci di riempire metri e metri di spazio. E di alimentare con efficacia la fantasia di un bimbo.
Auguroni per il tuo progetto fotografico, spero possa darti molte soddisfazioni.
Un sorriso per un sereno fine settimana.
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Non ti dico l’emozione quando entro in un negozio di lana e mi trovo circondata da tutti quei gomitoli colorati! Da un po’ di tempo per me gomitolo è sinonimo di progetto. Grazie di essere passato di qua e buon fine settimana siberiano.
Amo molto la fotografia, ma ho disimparato a usare creativamente la mia fotocamera – ormai per me è solo un taccuino di viaggio.
Per questo ammiro e invidio chi sa immaginare progetti e portarli avanti. Chissà il tuo esempio non mi aiuti a superare gli angusti limiti in cui mi sono rinchiuso!
Aspetto di vedere i risultati del tuo lavoro.
Grazie! Non so ancora se pubblicherò tutti gli scatti…credo che dipenderà da quello che ci vedrò!
Che belle le due immagini del gomitolo ! Due ? Si, una ü quella fotografica in bianco e nero all’inizio del post, l’altra è quella mentale del gomitolo dei pensieri, delle intenzioni e dei progetti da srotolare. E’ bella quest’idea del self 52, forse non sarà facile perchè guardare dentro se stessi a volte è scomodo. Ma sarà senza dubbio un lavoro che ti darà soddisfazione, anche se non vorrai pubblicare tutti gli scatti. Brava.
robert
PS: anch’io sono stato contagiato da mio papà per quanto riguarda la fotografia…
Sono molto motivata e fiduciosa. Grazie Robert per il bellissimo commento!
P.S. Evviva i papà fotografi! Per quanto mi riguarda cerco di non spezzare la catena…indovina cosa ha portato Babbo Natale a mio figlio???
immagino …una scatola di di matite colorate …
robert
Che bella immagine… che bei ricordi… che belle parole (da parte di tutti) … un in bocca al lupo per il tuo progetto.
Anna
Ps: anche se non le posti tutte potresti farne una sequenza finale… io l’aspetto tra un anno
La foto del gomitolo è deliziosa, la tua idea di progetto fotografico affascinante. Ti faccio mille auguri e aspetto anche io di vedere i tuoi autoritratti…buona luce!
Mi piace moltissimo la tua idea..a cominciare dalla foto del gomitolo sino ad arrivare ai tuoi autoritratti che non vedo l’ora di vedere (bisticcio di parole:) )
Un abbraccio.
Bravissima:-) super in bocca al lupo per il progetto!! ciao c.
Grazie
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